domenica 29 marzo 2009

INTEGRAZIONE AL RISCALDAMENTO AMBIENTI

Spesso mi capita che mi chiedano se è possibile integrare il riscaldamento ambienti con l’energia prodotta dai collettori solari.


La risposta generalmente è si a patto che siano soddisfatte almeno 3 condizioni:


  1. Sia possibile installare i collettori solari con una buona inclinazione sull’orizzonte: almeno 45°, ma il massimo sarebbe raggiungere i 60°.
  2. Il sistema di riscaldamento sia preferibilmente a bassa temperatura.
  3. Si sia disposti ad investire sull’impianto che si sta realizzando.


Cerco ora di spiegare ed entrare nel merito di queste 3 condizioni che, sembrano ovvie ma ovvie alla fine dei conti non lo sono.


  1. E’ inutile voler integrare un impianto di riscaldamento se poi ci si intestardisce sul fatto che i collettori solari devono essere installati a filo tetto o addirittura incassati nel tetto, perché non li vogliamo vedere, rovinano l’estetica della casa, i vicini protestano e i beni culturali non ci lasciano eseguire l’installazione secondo la miglior logica di funzionamento. La mia risposta è lasciate perdere; non fatemi perdere tempo, a meno che non si voglia integrare il riscaldamento ambienti in estate (?!) o, non si stia parlando di integrazione al riscaldamento ma di una piscina. Il perché insistiamo su una inclinazione così accentuata è presto detto: il sole in inverno è molto basso sull’orizzonte e l’energia disponibile è pochissima (dicembre e gennaio); quindi è fondamentale avere la maggior parte della superficie captante rivolta verso il sole e, lasciatemi aggiungere, magari protetta dal sottovuoto. Se poi si ragiona ci si accorge che contestualmente in estate, essendo molto inclinati i collettori solari, offriremo al sole una minor superficie captante riducendo la conversione dell’energia solare, in un periodo dell’anno dove ne abbiamo ben 3 volte in più rispetto all’ inverno.


  1. Se non ho un sistema di riscaldamento a bassa temperatura avrò più difficoltà ad integrarlo perché, rifacendomi al punto precedente, l’energia disponibile è pochissima e non posso pretendere che con magari 2,5 kW ora al giorno a gennaio, in zona Milano, su un piano inclinato di 45° possa arrivare ad accumulare abbastanza acqua ad almeno 60°C da mandare in circolo nel mio sistema di riscaldamento, a meno di non avere una batteria di collettori solari di forti dimensioni. E qui mi rifaccio al prossimo punto:

  1. Per integrare il riscaldamento ambienti, sia che esso sia a bassa o ad alta temperatura, devo essere disposto ad investire in quello che faccio. Non posso pretendere che con 4 mq di superficie captante, con un accumulo da 300 litri e senza nessun tipo di regolazione sia possibile ottenere dei risultati significativi. Diffidate quindi di che cerca di vendervi questo tipo di sistema, anche se avete una abitazione di soli 50 mq.


Dopo aver ben dimensionato il vostro sistema solare (superficie captante + accumulo) ci si deve dedicare alla distribuzione dell’energia verso il sistema di riscaldamento. Questo significa investire nelle regolazioni. Facendo questo sarà possibile integrare anche un sistema così detto ad alta temperatura; d’altra parte ormai vendono le caldaie a condensazione su qualsiasi sistema di riscaldamento (monotubo in ferro nero da 1” ½ di 40anni fa) quando basterebbe una buona caldaia ad alto rendimento, quindi perché non adattare anche un sistema solare a questi impianti di vecchia concezione riferendomi ai caloriferi non agli impianti monotubo sopraccitati ;-) .


Per quanto riguarda le regolazioni di cui parlavo prima…. Bé ne parliamo in un nuovo post.



Saluti


www.infinitynrg.it

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